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Intervista Virtuale



Anzichè ricorrere a un serioso monologo ho preferito utilizzare un modo un po' insolito per presentarmi, ma sicuramente efficace, ironico e divertente: un'intervista "virtuale" e "a tutto tondo" effettuata al sottoscritto da un "giornalista immaginario" di nome Tommy...buona lettura!!

Tommy (T): Ciao Luca....tutti i tuoi "fan" sono curiosi di conoscerti meglio...da dove preferisci iniziare?
Luca (L): Ciao Tommy! Per me non fa differenza: Luca è stato, è, e sarà lo stesso da qualunque parte si inizi...
T: Affermazione interessante "Luca è stato, è, e sarà lo stesso...": cosa vuoi dire esattamente? Che da quando sei nato non sei mai cambiato?
L: Si e No.
T: Cioè?
L: Come disse Eraclito "Panta rei", cioè "tutto scorre" e quindi "tutto cambia"....e le persone non possono sottrarsi a questa regola: è ovvio quindi, che il Luca di oggi non può essere il Luca di un giorno fa, di un mese fa, di un anno fa....o di dieci anni fa. Sono quindi cresciuto nel corso del tempo grazie all'ambiente in cui sono vissuto, alle persone che ho incontrato e alle esperienze che ho fatto e che hanno "forgiato" l'uomo che sono ora...con i suoi pregi e i suoi difetti....però....
T: Però...
L: Però ci sono cose in me che sono rimaste intatte e immutate nel corso del tempo, quasi a confermare quella teoria dell'Essere propria di Parmenide (giusto per tornare alla filosofia...) in contrasto a quella di Eraclito che ho citato prima: le mie convinzioni, le mie speranze, i miei valori, i miei sogni, la mia razionalità e....il cuore sono gli stessi da sempre e rappresentano da sempre il "timone" della mia vita: una vita che, grazie ad essi, assume un significato. Infatti che senso ha una vita vissuta come "un foglia nel vento" e quindi in balia delle circostanze o delle opinioni altrui? Che senso ha una vita in cui quello in cui abbiamo creduto ieri è diverso da quello in cui crediamo oggi e da quello in cui crederemo domani? Che senso ha una vita priva di sogni e di speranze dove l'unica cosa che ci anima è una fredda e disillusa razionalità?
T: Interessante….hai fatto delle affermazioni che vanno al di là della logica e del senso comune. Partiamo dalla prima: hai detto che un'insieme di cose nella tua vita sono rimaste immutate: le tue convinzioni, le tue speranze, i tuoi valori, i tuoi sogni, la tua razionalità….ma, come hai detto all'inizio "Panta rei", cioè "tutto scorre", "tutto cambia" e quindi tutte queste cose come possono essere rimaste immutate dalla tua infanzia, passando per l'adolescenza per arrivare sino ad oggi? Ad esempio i sogni di un bambino possono essere gli stessi di un ragazzo o di un uomo maturo?
L: Giusta osservazione Tommy, ma non dimentichiamoci dell'essenza vera del "sogno". Un sogno, come dice Freud, non è altro che un "appagamento di un desiderio" (S. Freud - L'interpretazione dei sogni, ndr) e un desiderio altro non è che l'ardente volontà di avere ciò che amiamo o riteniamo essere davvero importante per noi...Ed ora arriva il punto cruciale: definire cos'è realmente importante per noi. E questo lo possiamo fare solo basandoci su dei criteri di valutazione che noi riteniamo giusti e validi, ossia i nostri "valori". Ora il punto è: possono i "valori" cambiare nel tempo e quindi essere mutabili? Ovviamente no, per definizione. Perché i valori altro non sono che le regole che diamo alla nostra vita e, in quanto tali, vanno rispettate e devono essere immutabili. Se cambiassero, infatti, anche tutto quello che avremmo conquistato e costruito sino a quel momento perderebbe di significato, in quanto ottenuto facendo scelte basate su valori "sbagliati" o "falsi" . Sarebbe come tentare di togliere all'improvviso le fondamenta di un palazzo per sostituirle con altre: in un attimo crollerebbe tutto. Per comprendere meglio la situazione potremmo fare questo paragone: cambiare i propri valori sarebbe come giocare un gioco in cui, durante una partita, sia possibile cambiare le regole del gioco stesso. Che senso avrebbe e che divertimento ci procurerebbe giocare una partita in cui ci sia consentito cambiare le regole del gioco stesso? Nessuno. Ora…se paragoniamo il gioco alla "vita", e la partita alla "nostra vita" credo che l'intero ragionamento e tutte le correlazioni risultino chiare. Quindi se i nostri valori non possono cambiare, neanche la nostra volontà, i nostri desideri e i nostri sogni possono cambiare e, caro Tommy, ti faccio notare una cosa…
T: cosa?
L: che tutto è indipendente dal tempo e dal suo trascorrere. Ecco perché Benedetto Spinoza ha detto "Il desiderio è l'essenza dell'uomo"….proprio perché il desiderio (e tutto ciò che ne deriva come precedentemente detto) è immutabile e, in quanto tale, lo caratterizza.
T: mi "sorprendi"…ma sei un informatico o un filosofo?
L: entrambi. Ma l'essere filosofi, a mio parere, non è un mestiere bensì una qualità che caratterizza ogni essere umano: chi, infatti, non ha una propria filosofia di vita? Secondo te, Tommy, alla luce di quanto detto credi che ci sia bisogno di studiare per essere dei "filosofi"?
T: Ehm…una domanda di riserva? :-)
L: A parte gli scherzi…"essere filosofi" è un po' come "essere artisti": in entrambi i casi, infatti, solo noi possiamo essere i giudici di noi stessi perché siamo noi che diamo espressione alle nostre emozioni e ai nostri valori che, al tempo stesso, costituiscono la nostra guida nonché il nostro parametro di giudizio e la lente attraverso la quale vediamo il mondo.
T: Mi hai convinto. La seconda cosa che ti volevo chiedere è questa: tra le cose che costituiscono i punti cardine della tua vita hai citato la razionalità e il cuore che sono due cose opposte e in contrasto tra loro: come possono coesistere in te e come riesci a conciliarle?
L: Già…sono due cose spesso opposte e apparentemente in contrasto tra loro...
T: Spesso? Apparentemente?
L: Si…spesso opposte e apparentemente in contrasto tra loro. Voglio spiegare questa affermazione partendo da quello che disse Blaise Pascal: "Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce" e, a mio parere, è questa la giusta chiave interpretativa di quanto ho appena detto e in cui credo. Infatti ritengo che, ogni qual volta la vita ci pone davanti a delle scelte non ci si debba affidare ciecamente al cuore o alla ragione: infatti queste sono, a mio parere, due parti dell'essere umano diverse e complementari tra loro e non "in contrasto" per definizione come potrebbe apparire da un'analisi superficiale. Spesso gli errori che le persone fanno nelle loro scelte risiedono non nella propria incapacità di valutare fatti e/o situazioni, ne tantomeno nel destino o nella fatalità (infatti quante volte ci sarà capitato di dire "era destino che doveva andare così") bensì nel fare propria una convinzione del tutto errata: cioè che nella vita ci si debba affidare in modo esclusivo o alla ragione o al cuore. L'essere umano è infatti il risultato di un insieme di fattori, a livello fisico, psichico, emozionale e sentimentale: questi aspetti, presi separatamente, non riuscirebbero a spiegare la sua complessità e unicità ma vanno valutati e considerati nel loro insieme. Analogamente il cuore e la ragione, che riassumono in se tutti questi aspetti, vanno visti come due facce di una stessa medaglia e assumono un senso solo grazie all'esistenza dell'altro.
T: Che vuoi dire esattamente?
L: Tutti gli opposti assumono un senso grazie all'esistenza dell'altro (luce/oscurità, bianco/nero, buono/cattivo, giorno/notte, ecc) e per verificare quanto questo sia vero è sufficiente fare un gioco: prendere due concetti opposti e provare a definire uno dei due senza far riferimento all'altro. Ad esempio come si potrebbe definire l'oscurità se non come l'assenza di luce? Potremmo mai avere l'idea di oscurità se non esistesse la luce? E lo stesso principio vale per il cuore e la ragione: assumono valore solo in funzione dell'altro ed entrambi sono utili per la nostra vita. Ad esempio: tornando al buio e alla luce…..siamo sicuri che la luce sia da preferire sempre e comunque al buio? Ci sono specie animali per cui il buio è essenziale per la vita più della luce stessa…tant'è che la loro vita si svolge esclusivamente (o quasi) di notte…ad esempio è il caso della Volpe del deserto (fenice o Vulpes zerda)…per non parlare di animali ben più comuni come i gufi e le civette…:-) Tornando al cuore e alla ragione, per quanto detto, nella vita ci saranno delle circostanze in cui nelle scelte è giusto affidarsi alla ragione mentre in altre al cuore: se la ragione non ha sufficienti elementi o criteri di valutazione il cuore ci verrà in soccorso dato che, come dice Pascal, "Il cuore ha ragioni che la ragione non conosce". Viceversa non è bene affidarsi sempre e comunque al cuore….
T: E perchè?
L: Perché la ragione ha ragioni che il cuore non conosce…:-)
T: Ma così non vale!!
L: Ti spiego: il cuore per definizione effettua valutazioni basandosi sull'istinto, sulle nostre speranze, sulle nostre emozioni, sui nostri sentimenti….e non sempre tiene conto di fatti oggettivi o della nostra esperienza e questi sono essenziali, anche per non ripetere gli errori del passato: come dicevano i latini "errare humanum est, perseverare diabolicum"…quindi...
T: Quindi?
L: Quindi sta a noi avere il coraggio e la forza di decidere a chi dare ascolto nelle scelte importanti della vita e sarà questa nostra capacità a renderci felici o infelici...
T: Perché parli di coraggio e di forza?
L: Perché spesso nella vita bisogna avere la forza e il coraggio di fare scelte coerenti con i nostri valori/ideali (per quello che abbiamo detto all'inizio) anche se queste, in un primo momento, possono procurarci dolore….e in questo il cuore "difetta".
T: "Difetta"? Cioè…
L: Il cuore, infatti, è sempre proteso alla ricerca di una felicità quanto più immediata possibile senza rendersi conto che questa rappresenta a volte una dura conquista che va raggiunta solo dopo rinunce e sacrifici, tenendo conto di fattori concreti e oggettivi o delle esperienze passate. Quindi spesso il cuore indirizza le nostre scelte "illudendosi" di avere la felicità a portata di mano quando in realtà non è così ma, così facendo, ci procura a lungo termine più danno e dolore di quello che avrebbe voluto evitarci. Per questo sono convinto che nella vita la nostra fortuna derivi in gran parte dalla nostra capacità e abilità di essere "arbitri" di noi stessi…ossia decidere quando è il momento giusto di usare il cuore e quando la ragione. Comunque non sempre esiste questa antitesi cuore-ragione e per questo prima ho detto che sono due cose opposte tra loro spesso non sempre...In talune occasioni, infatti, il cuore e la ragione lavorano in simbiosi per raggiungere un obiettivo, un sogno, un ideale: la ragione ci dà una percezione concreta della realtà, delle difficoltà e dei nostri limiti mentre il cuore quel qualcosa in più per poterli superare. Ecco perchè a volte, nei momenti di difficoltà e nelle situazioni più disperate si dice che è necessario "gettare il cuore oltre l'ostacolo..."
T: Bene…abbiamo parlato, anzi…hai parlato di valori, sogni….speranze: ma quali sono i tuoi valori, i tuoi sogni, le tue speranze?
L: Ma quante cose vuoi sapere Tommy? :-)
T: Non lo voglio solo io…lo vogliono anche i tuoi fan!! :-)
L: Beh…allora partiamo dai miei valori…Ho sempre basato la mia vita su ciò che ritengo veramente importante e in grado di darci una forza e degli stimoli superiori per poter superare quegli ostacoli che la vita stessa pone davanti al nostro cammino: la famiglia, l'amicizia, l'amore, la fiducia, la fedeltà, la sincerità, la solidarietà, la coerenza con me stesso e con gli altri…
T: Mmmm…quanta "carne al fuoco" che hai messo!! Credo che dovremo trascorrere insieme ancora molto tempo per poter approfondire e chiarire tutti questi aspetti di te che i nostri lettori non vedono l'ora di conoscere meglio…ma prima dimmi una cosa: sapresti dare una definizione sufficientemente esaustiva del "Luca che è in te" in due parole?
L: Si…mi definirei "un marinaio con il cuore di un bambino"...
T: Che definizione! Ora però…ce la dovrai spiegare…
Luca (L): Certo Tommy....è un concetto tanto profondo quanto semplice da spiegare: "Marinaio" perché come i marinai sono una persona molto decisa che mai si volta indietro e che, pur di essere coerente con i propri principi e valori, non teme di "imbarcarsi" nelle sfide e imprese più ardue e temerarie con quella forza, coraggio e speranza nel cuore che lo spinge ad attraversare anche le acque più agitate e burrascose pur di raggiungere i propri sogni e obiettivi. E proprio come i marinai faccio tesoro di ogni mio viaggio (interiore) ed esperienza per puntare ad obiettivi sempre più alti e ambiziosi con la consapevolezza e l'umiltà di aver ancora molto da imparare e conoscere.
Tommy (T): E il cuore da bambino? (sorridendo)
L: Beh....basta chiedersi come sia il cuore di un bambino, no? Sincero, spontaneo e sognatore...capace di vedere con "ottimismo" la vita perché non ancora contaminato e influenzato da questo mondo fatto di materialità e di futili valori come l'egoismo, l'arrivismo sfrenato e il denaro. A un bambino non interessa "distruggere il prossimo" per essere ad ogni costo il "migliore" e avere fama, successo e denaro perché tutto questo è estraneo al suo cuore. Il bambino è solo concentrato su se stesso: vuole solo raggiungere i propri sogni e "costruirsi" un percorso per farlo, con decisione ma al tempo stesso con il sorriso e con spirito libero e felice di poter intraprendere ogni volta un'avventura nuova e stimolante che lo porti a conoscere un po' di più il mondo e un po' più vicino ai propri sogni. E questo è quanto di più lontano possa esserci dal "marinaio" perché il "marinaio" ha il cuore "indurito" dagli anni di esperienza che gli hanno fatto conoscere la sofferenza, la fatica e un mondo fatto di materialità, ingiustizia e compromessi. Quindi mentre per il marinaio il mondo è il mare ed espressione di una "sfida e di una lotta" continua con se stesso e, soprattutto, con ciò che lo circonda per il bambino il mondo è, in estrema sintesi, un "viaggio stupendo" che gli offre continuamente stimoli, imprevedibilità e nuove sensazioni da vivere con stupore, freschezza e con la consapevolezza nel cuore tipica di chi sa di trovarsi a percorrere un percorso che sicuramente lo porterà a raggiungere il proprio suo sogno. Tant'è che nessun bambino dubita di poter diventare da grande ciò che desidera! :-)
T: Quindi come possono convivere in te questi due personalità cosi diverse? L'esperienza e il realismo del marinaio con la purezza e l'idealismo del bambino...
L: Semplice: come fanno i bambini non si deve mai rinunciare ai propri sogni, ideali e speranze bensì proteggerli e alimentarli continuamente per dare un senso a pienezza alla propria vita. Tuttavia, questo va fatto nella consapevolezza che il loro soddisfacimento e raggiungimento richiede un confronto con la dura realtà, fatta di ostacoli e difficoltà che vanno affrontati e superati senza mai arrendersi. Tale concetto è stato sintetizzato da un uomo che ha fatto la storia e della grande umanità - Nelson Mandela - in una bellissima e celebre frase: "Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso".
T: Chiarissimo, hai reso perfettamente l'idea. Ma ora passiamo ad argomenti più "leggeri"....credo che i tuoi fan vogliano conoscere meglio i tuoi gusti, le tue passioni, i tuoi hobby le tue abitudini....Iniziamo con gli hobby.
L:Beh...sotto questo punto di vista posso dirti che sono un'amante del "benessere" in ogni suo aspetto: dallo sport alla buona (e sana) cucina, dalla frequentazione dei centri termali e benessere alla conoscenza delle tecniche mediche e di rilassamento....In sostanza: sono amante e curioso di tutto ciò che contribuisce (o favorisce) l'esercizio di uno stile di vita salutare. Mi piace quindi documentarmi, conoscere e, soprattutto, praticare attività o disclipine che possono aiutarmi a mantenermi in salute e in forma perchè, come dicevano i latini "mens sana in corpore sano" (lett. "mente sana in un corpo sano"): locuzione che è stata attribuita al poeta e retore romano Decimo Giulio Giovenale risalente al I° sec D.C.). Quindi, in buona sostanza, mi piace praticare lo sport in generale: dal running al ciclismo, dalla palestra al calcio o calcio a 5, dal nuoto al trekking...cercando di prediligiere, laddove possibile, le attività all'aperto o al contatto con la natura oppure rilassarmi nei centri termali o benessere. Ovviamente nessuno sport o attività ad alto rischio perchè alla pelle ci tengo! (, ndr). Adoro anche ascoltare musica, cucinare, leggere o guardarmi un bel film....oppure trascorrere un po' di tempo in tranquillità con gli amici (ad esempio al cinema o a cena) perchè le ritengo attività molto creative o rilassanti....
T: A quanto vedo sei una persona molto tranquilla....discoteca?
L: No grazie, non fa per me! Non sopporto i luoghi rumorosi o dai "decibel" elevati...
T: Hai detto che sei un'amante della buona cucina: ma ti piace semplicemente gustarla o stare dietro i fornelli?
L: Entrambe le cose: perchè mentre nel primo caso si soddisfa il palato, nel secondo si dà libero sfogo alla curiosità e alla creatività...infatti i migliori chef non sono quelli che studiano di più ma quelli che hanno più fantasia e sperimentano di più!
T: Interessante....e cosa ti piace cucinare?
L: Di tutto ma ho meno interesse per i dolci in quanto non sono un gran goloso! (sorriso, ndr) Comunque la mia preferenza va ai primi e alla cucina semplice, non molto elaborata, in modo da far risaltare il sapore degli alimenti. Sotto questo punto di vista penso che la "cucina mediterranea" sia la migliore in assoluto. Comunque la "semplicità" è un principio cardine della mia vita: nella cucina come nella vita privata...infatti mi piacciono le persone semplici, umili e che danno molta più importanza all'essere piuttosto che all'apparire. La vita, infatti, mi ha insegnato che le persone semplici molto spesso sono anche quelle più oneste e sincere.
T: Verissimo. E per quanto riguarda la musica: quali generi musicali e cantanti preferisci?
L: Non ho un genere preferito ne tantomeno un cantante preferito. Quello che ti posso dire è che preferisco quelle canzoni che hanno un testo significativo, ossia ispirato da esperienze di vita o da sentimenti, emozioni e buoni valori o ideali (amore, amicizia,coraggio, ecc) e con una musicalità, una melodia e un ritmicità coerenti con il messaggio che intendono trasmettere. Ne consegue che, tra le mie preferenze, potrebbero ricadere anche canzoni e cantanti appartenenti anche a generi profondamente diversi tra loro: soul, jazz, pop, rock, lirica, ecc. Di sicuro quei generi dai suoni forti e duri e caratterizzati dai contenuti provocatori e violenti come il dark, il metal, il punk, il gothic, l' electro, ecc sono ben lontani dai miei gusti e preferenze.
T: C'è qualche canzone che ti piace in particolare? T: L: Ce ne sono molte, perché ognuna ha fatto da sfondo a qualche momento importante della mia vita o rappresenta aspetti importanti del mio carattere e della mia personalità. Di sicuro tra quelle a me più care ci sono "Grande" e "La forza della vita" (entrambe di Paolo Vallesi), "Hero" (la versione proposta in duetto da Mariah Carey e Luciano Pavarotti), "La solitudine" (la versione di Andrea Bocelli con Helena Hellwig), "My way" (di Frank Sinatra), "When you believe" (di Whitney Houston e Mariah Carey), "Il Maestro" (di Renzo Zero), Faith of the Hearth (di Rod Stewart), "Io ci sarò" (di Andrea Del Principe e Kylee Kate Sargant), Eye of the tiger (dei Survivor), e molte altre....
T: Molto interessante....ma i tuoi fan ci chiedono di saperne di più sulla tua vita privata e sentimentale. Possiamo farti qualche domanda? L: Dipende. (sorriso, ndr) Prova a chiedere.
T: Sei sposato, fidanzato o single?
L: Single. Felicemente single.
T: Che vuoi dire? Non ti interessa farti una famiglia?
L: Non intendo questo. Dico solo che, per ora, sto bene così come sono. Ovviamente anche io vorrei farmi una famiglia ma, in campo sentimentale, sono molto "fatalista" e quindi credo che incontrare la persona giusta per farsi una famiglia dipenda esclusivamente dal destino e dalle circostanze che ci pone davanti la vita, non di certo da noi. Mi viene da sorridere quando vedo molti miei amici o conoscenti "affannarsi" nella ricerca della propria anima gemella perchè è una ricerca che spesso porta solo a sconfitte e delusioni: questo perchè quando, in amore, si pretende di lasciarsi guidare dalla ragione la sconfitta è pressochè certa. Infatti il "desiderio" di avere qualcuno accanto è spesso così forte che genera l'illusione di aver trovato l'anima gemella quando in realtà non è affatto così. E' un po' come quando un assetato in mezzo al deserto e all'incessante picchiare del sole si illude di aver trovato un'oasi quando in realtà questa è solo un miraggio. Tommy, secondo te com'è possibile che molti ragazzi o ragazze si fidanzano anche solo dopo pochi giorni essersi incontrati o conosciuti per poi lasciarsi poco dopo? Come possono in così poco tempo essere sicuri che la persona che hanno davanti sia realmente la persona giusta?
T: Non saprei....ma di sicuro non si può conoscere senza "provare".
L: Giusto, ma l'errore che spesso si commette è quello di dare al termine "provare" un significato errato. Infatti il termine "provare" non significa "fare un tentativo di fidanzamento" bensì "sentire" ciò che si prova per l'altro ascoltando le proprie emozioni e sentimenti. E ascoltare le proprie emozioni e sentimenti per l'altro significa imparare a conoscere se stessi e la persona che, grazie al suo modo di essere, ha fatto nascere in noi tali emozioni e sentimenti. Ma "conoscersi" è un processo continuo e graduale che non può completarsi in pochi giorni. Sarebbe come chiedere a un bruco di diventare farfalla in un attimo senza passare dagli stadi intermedi. E ti assicuro che se molte persone accettassero di compiere questo graduale percorso di conoscenza di sicuro ne accetterebbero con molta più serenità anche il risultato finale, bello o brutto che sia: una unione per la vita o una semplice amicizia, senza frustrazioni o delusioni. Ma ahimè, purtroppo quasi mai è così e la paura di essere o rimanere soli con se stessi porta quasi sempre a decisioni affrettate e quindi a dolorose esperienze sentimentali con una pericolosa perdita di autostima. Ecco perchè ti ho detto che oggi sono "felicemente" single: proprio perchè sino ad ora ho sempre accettato con serenità il fatto di non essere riuscito a incontrare l'anima gemella ma, al tempo stesso, sono orgoglioso di ciò che ho fatto e di ciò che sono, senza riserve e senza rimpianti. Ma al tempo stesso non pongo limiti a me stesso e a ciò che mi potrebbe riservare la vita, soprattutto in campo sentimentale. Non a caso il grande regista Bernardo Bertolucci disse "La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista".
T: Chiarissimo. Ma ritorniamo al punto d'origine e all'occasione della tua intervista: il tuo nuovo sito web...
L: La mia prima "Community Network" vuoi dire...(sorriso, ndr)
T: Cioè?
L: Sai Tommy, stavolta non mi sono voluto limitare a sviluppare un semplice sito web di presentazione del sottoscritto ma sono voluto andare oltre, molto oltre: infatti ho voluto sviluppare un portale web con integrati tutti quei servizi "social" (chat, forum, blog, integrazione con i più diffusi social network (Facebook, LinkedIn, Twitter, ecc), e molto altro) utili alla nascita e allo sviluppo di una "Comunità virtuale" distribuita in rete. In estrema sintesi un portale web che possa essere un punto di incontro per tutti gli utenti della rete affinché possano conoscersi, confrontarsi e sviluppare uno spirito critico su qualsiasi tema di interesse.
T: Come mai?
L: Vedi Tommy, dalla vita ho imparato che l'autocelebrazione o la chiusura in se stessi serve a ben poco, anzi...per dirla tutta produce più effetti negativi che positivi. Infatti quello che nella vita è davvero importante è conoscere nuova gente, nuovi punti di vista, nuove opinioni: quindi ho deciso di creare non un semplice sito web personale bensì un vero e proprio portale che possa favorire la nascita e la crescita di una "Comunità virtuale" di utenti su Internet che possa favorire lo sviluppo di questo spirito dialettico. Quindi presentando me stesso potrò offrire agli utenti il meglio di me e, allo stesso tempo, prendere dagli altri il loro meglio: in questo modo ogni componente della Community Network avrà la possibilità di diventare una persona migliore. T: Idea intelligente e sicuramente originale....infatti è raro trovare su Internet un sito web come il tuo, cioè al tempo stesso di carattere "personale" e "globale" in quanto pensato come strumento di comunicazione sul web non solo del proprio autore ma anche di tutti i suoi utenti.
L: Già, infatti l'obiettivo era proprio questo: creare un sito web utile e, al tempo stesso, innovativo...(sorriso, ndr)
T: C'è qualcuno che ti ha ispirato in questa "creazione"?
L: Si, i miei genitori: due persone speciali che, fin dalla nascita, mi sono state sempre vicino e insegnato a lottare sempre per i miei sogni e valori restando sempre coerente con essi....Per questo ho voluto creare, nel mio portale, una particolare dedica per loro (cliccare in alto a destra nella home page in corrispondenza della "piegatura di pagina", ndr): per ringraziarli di tutto ciò che, fino ad ora, hanno fatto per me aiutandomi a diventare la persona che sono oggi.
T: Beh, sicuramente anche i tuoi genitori saranno fieri di te...
L: Lo spero: quello che posso dire è che io ho sempre fatto del mio meglio affinché lo fossero e quindi non ho nessun rammarico né rimpianto...(sorriso, ndr)
T: Io credo proprio di si e sfido chiunque a pensarla diversamente....(sorriso, ndr)
L: Grazie Tommy !!!
T: Di nulla Luca !!! Che dire...il tempo è "tiranno": purtroppo è venuto il momento di lasciarci. Ti ringrazio molto per la cortesia e la disponibilità dimostrata: è stata una intervista molto interessante e piacevole e spero che presto ci concederai il "bis": sarà anche l'occasione per verificare se la tua scelta di realizzare un sito del genere sia stata effettivamente vincente o meno.

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